Archivi per ‘Cinema&Storia’

Grandi Mostre: Cronostasi 2

07-03-2009 - 10-05-2009

CRONOSTASI 2 - FILM E VIDEO D’ARTISTA 1968-2008

 

Questa seconda e ultima parte della mostra continua l’indagine del rapporto tra tempo filmico e tempo fotografico, concentrando la propria attenzione sul periodo storico successivo agli anni rappresentati nella prima sezione. Le opere in mostra sono state realizzate tra la metà degli anni Ottanta e il 2008.

Gli artisti appartengono a diverse generazioni e possiedono formazioni differenti, ma tutti si sono dedicati in modo più o meno esclusivo a forme di time-based art, incrociando nei loro cammini di ricerca la cultura fotografica e il tema della sospensione temporale.

Il percorso espositivo muove dal rapporto tra film documentario e fotografia attraverso le due opere di Jem Cohen e T.J. Wilcox. Il film di Harun Farocki continua, invece, l’analisi di Debord e Baldessari sugli aspetti sociali e politici della fotografia. I lavori di Simon Starling, Jimmie Durham e Cyprien Gaillard introducono invece nel rapporto tra immagine fissa e fluire cinematografico il tema dell’entropia e della matrice teleologica del tempo occidentale. David Claerbout ingaggia tra film e fotografia un rapporto voyeuristico che rieccheggia il punctum barthesiano, mentre il lavoro di Robin Rhode, al termine dell’esposizione, riconduce ogni possibile analisi dell’immagine fissa nell’armonia di un’animazione che è musica e danza insieme.

GAM di Torino Orario: martedì - domenica 10-18, chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima. Ingressi: € 7,50 ridotto € 6,00. Informazioni per il pubblico: 011/4429518 (fonte: www.gamtorino.it)

Cinema&Storia: Mediateca (V)

category Cinema&Storia admin 25 Luglio 2008

La mediateca è un luogo, un istituto, che può svolgere diverse funzioni. Oltre ad essere un luogo di conservazione di maeriale filmico e di conservazione della memoria audiovisiva la Mediateca può essere anche un luogo di istruzione ed assistenza nel settore scolastico.

Mediateca come luogo di

assistenza nel settore scolastico

Da questo punto di vista la Mediateca è sonsiderato come un luogo di consultazione generico del sapere in forma audiovisiva. Appartengono a questa specie le videoteche nate come appendici di grandi biblioteche. Per la loro genericità di partenza, per la loro tipologia “di consultazione”, tali mediateche garantiscono anzitutto una notevole diponibilità di immagini, di film, di documentari, che può coprire le richieste più disparate.

Riprendiamo un esempio che, a tal proposito, fa Amedeo Benedetti: “Pensiamo ad esempio al professore che sarebbe messo in grado di preparare una lezione su un poeta ligure, o sull’ardesia, o sulla riproduzione ovovivipari andando alla mediateca, consultandone i cataloghi, scegliendo i brani con le immagini desiderate e portandosi via poi i DVD così da poter poi mostrare agli allievi, con tutta l’evidenza delle immagini, le caratteristiche del fenomeno da illustrare.

Cinema&Storia: Mediateca (IV)

category Cinema&Storia admin 18 Luglio 2008

Proseguiamo nella nostra analisi delle diverse funzioni che  una Mediateca potrebbe svolgere. Dopo aver parlato della Mediateca come luogo di conservazione di materiale filmico e musicale oggi ci ocuperemo della Mediateca come centro di conservazione della memoria audiovisiva.

La Mediateca come centro di conservazione

della memoria audiovisiva 

Da questo punto di vista la Mediateca può essere considerata come il luogo di conservazione e di catalogazione delle testimonianze orali, del materiale sonoro, visivo e fotografico inerente la tradizione locale. E’ il luogo di conservazione della memoria non scritta, il luogo di conservazione delle immagini della nostra storia.

Ne costituiscono un esempio:

1 - L’Archivio Etnico Linguistico Musicale della Discoteca di Stato, che conserva oltre 25.000 registrazioni sui beni folkloristici, linguistici e etnomusicali.

2 - L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino.

3 - La Videoteca della Memoria di Milano, che  documenta in video, tra l’altro, oltre 150 ore di testimonianze di sopravvissuti ai lager nazisti.

 

 

 

Cinema&Storia: Mediateca (III)

category Cinema&Storia admin 11 Luglio 2008

Nelle scorse settimane abbiamo introdotto  il concetto di Mediateca e abbiamo visto come le mediateche possano avere diverse funzioni. Oggi ci occuperemo - in dettaglio -  della prima funzione delle mediatecche: essere il luogo di conservazione dei film e delle opere musicali.

La Mediateca come luogo di conservazione

di materiale filmico e musicale

In base a questa prima ed importante funzione possiamo definire le mediateche come  gli istituti che hanno il compito di salvare, restaurare, catalogare, conservare e divulgare l’intero nostro patrimonio cinematografico e musicale. Il compito delle mediateche è quindi molto  simile a quello svolto dalle più conosciute biblioteche: le mediateche catalogano e cedono i prestito i CD musicali e i DVD dei film esattamente come le biblioteche catalogano e cedono in prestito i libri, nelle mediateche si restaurano e si conservano film e dischi rari esattamente come nelle biblioteche si custodiscono gelosamente manoscritti e libri antichi.

Le principali mediateche italiane che svolgono (sia pure con notevoli differenze) queste funzioni di conservazione e divulgazione delle opere sono:

P.S.:  EUROPA FILM TREASURES è un sito che svolge gratuitamente una delle funzioni delle mediateche:  divulga (in rete) alcuni capolavori cinematografici conservati nei più importanti archivi europei.  

Cinema&Storia: Mediateca (II)

category Cinema&Storia admin 27 Giugno 2008

Come abbiamo scritto la scorsa settimana, la Mediateca è un nuovo luogo del sapere. Oggi proveremo ad elencare le diverse funzioni che una Mediateca può avere: basterà questo per renderci conto di come essa rappresenti una grande occasione di crescita per tutte le città che se ne sono dotate e per quelle che se ne doteranno.

La prima funzione che viene in mente è quella di Mediateca come luogo di conservazione di materiale filmico e musicale (in sostanza la Mediateca come biblioteca dei film e della musica). A questa prima ed importante funzione Amedo Benedetti - in un suo intervento al convegno Mediateche in Italia, Mediateche in Liguria -, ne fa seguire altre sette, altrettanto importanti e significative per la nostra formazione culturale:  

- La Mediateca come luogo di conservazione della memoria audiovisiva;

- La Mediateca  come centro di istruzione del linguaggio audiovisivo (centro di istruzione ed assistenza per il settore scolastico); 

- La Mediateca come luogo di raccolta di materiale di studio specialistico

- La Mediateca come centro di documentazione dell’attività di un ente

- Lla Mediateca come ente di promozione dell’immagine culturale e turistica di una città;

- La Mediateca come luogo di formazione specialistico;

- La Mediateca come centro di produzione di immagini culturali;

A partire dalla prossima settimana, all’interno della rubrica Cinema&Storia, analizzeremo - una per una - tutte le funzioni delle Mediateche, istituzioni che in Italia sono ancora troppo poco diffuse.

Cinema&Storia: Mediateca (I)

category Cinema&Storia admin 20 Giugno 2008

 

La MEDIATECA è il luogo della raccolta e messa a disposizione di immagini, di suoni, e di tutte le informazioni non scritte della nostra realtà passata e - quanto più possibile - presente.          

Questa è la definizione di Mediateca che diede Amedeo Benedetti in occasione del convegno “Mediateche in Italia, Mediateche in Liguria” svoltosi a Genova il 10 dicembre del 1998. Nel suo intervento Benedetti mise  in evidenza come l’immagine occupi una parte sempre più grande nella tecnologia delle comunicazioni. L’immagine fotografica, sia essa fissa o in movimento, è ormai universalmente riconosciuta come un’importante fonte di conoscenza, come un’insostituibile strumento di sapere. Gli esempi possono essere infiniti:

  • Un analisi scritta su di un’opera d’arte può essere utilissima per aiutarci a comprenderne il significato, ma possiamo veramente illuderci di conoscere un quadro o una statua senza vederla?
  • Per comprendere i metodi di propaganda, di fascinazione delle masse da parte dei regimi totalitari, è molto più facile guardare per pochi minuti un filmato con un discorso di Hitler a Norimberga piuttosto che non leggere diversi testi di psicologia di massa del nazismo.
  • Allo stesso modo, l’ascendente che ha avuto sulle folle il personagio di Giovanni XXIII è immediatamente e completamente percepibile in soli 10 secondi del filmato che lo mostra a San Pietro, la crepuscolo, dire: “Portate una carezza ai vostri bambini… e dite che è il papa che ve la manda“.
  • Il viso sconcertato di Ceausescu di fronte alla sua prima contestazione di piazza, ci ha detto molto di più, sulla vacillante dittatura rumena, che qualsiasi articolo di giornale  (soprattutto di giornale  italiano…)

 

Se si riconosce l’importanza storico-culturale delle immagini si deve anche riconoscere l’importanza di conservarle, di catalogarle e renderle consultabili al pubblico. La Mediateca è un nuovo luogo del sapere: è la biblioteca dei film e dei documentari ma anche dei suoni e della musica. 

 

 

Cinema&Storia: Boleslaw Matuszewski (ultima parte)

category Cinema&Storia admin 23 Maggio 2008

Pochi mesi dopo la pubblicazione di Une nouvelle Source de l’Historie, nell’Agosto del 1898, Matuszewski diede alle stampe un nuovo opuscolo dal titolo “La Photographie animée. Ce qu’elle est, ce qu’elle doit être“.

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 Nelle 88 pagine di “La Photographie animée”, dopo aver reso omaggio a due grandi  precursori della cinematografia come Étienne-Jules Marey (inventore tra l’altro del “Fucile Fotografico“) ed Eadweard Muybridge (che con la fotografia cercò di studiare il movimento degli animali giungendo ad una prima forma di immagine in movimento), Matuszewski si dedica ad una accurata descrizione di tutti i territori in cui il cinema che anziché essere “un balocco per bambini cresciuti o una”macchina di sogni”, può mettersi al servizio della scienza e del progresso. 

Giovanni Grazini nel suo libro “La memoria negli occhi” cerca di riassumere e chiarire il contenuto del testo di Matuszewski:

Se il Novecento, agli occhi di Matuszewski sarà il secolo della fotografia, dell’automobile e dell’eletricità, il cinema lo consacra rappresentando la definitiva vittoria sull’oblio e celebrando la fede nell’umanità. Se il cinema fa risorgere i morti perché dovremmo considerarlo solo un frivolo passatempo? Lo si applichi all’industria, alla scienza, alla storia, alla musica, alla danza, al teatro, ai ricordi di famiglia o alle indagini di polizia il cinema porterà un contributo insperato allo sviluppo della civiltà, sarà un giacimento culturale. La condizione è che gli appassionati e i professionisti del cinema si uniscano, i governanti costituiscano centri per la raccolta, la selezione e la diffusione dei film.

[…] I moniti e gli inviti di Matuszevski, che oggi possono suonare ovvi, sono dettati dall’orgoglio di dare credito per primo a una pratica che a ogni giro di manovella fa rinascere il mondo, e di collocarsi fra i precursori non soltanto per quanto concerne  la tutela dei negativi ma anche per quanto riguarda la necessità di istituire il deposito legale delle immagini colte nelle occasioni più importanti, e consentirne l’accesso al pubblico.

Matuszewski è quindi il precursore delle Cineteche, i luoghi di conservazione e restauro dei film. Ma delle Cineteche (e soprattutto delle Mediateche) parleremo nelle prossime settimane.

(STORIA&CINEMA tornerà VENERDI’ 13 GIUGNO) 

Cinema&Storia: Boleslaw Matuszewski (III parte)

category Cinema&Storia admin 16 Maggio 2008

Come anticipato la settimana scorsa oggi parleremo di Une nouvelle Source de l’Historie, un breve opuscolo che Boleslaw Matuszewski scrisse nel 1898.

Giovanni Grazzini nel suo libro “La memoria negli occhi” mete in evidenza come l’opuscolo scritto da Matuszewski segni l’aurora di un’idea: che il cinema, da usarsi a fini documentari nelle più varie direzioni, deve essere conservato in una struttura permanente.

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Di che cosa si tratta?

In sostanza  Matuszewski sostiene la necessità di creare a Parigi, a cura delle autorità, un museo o un deposito di film che non abbiano una funzione ricreativa ma valgano quali testimonianze della vita pubblica nazionale, e quindi costituiscano “non soltanto un importante strumento per lo studio del passato ma anche un sussidio didattico per la rievocazione di momenti cruciali della storia e del volto delle città”. 

Nel suo scritto  Matuszewski privilegia, senza esitazioni, il ruolo “informativo ed educativo di un cinema che ha al centro l’uomo ed è stato inventato per essergli utile”. Egli non esclude la fascinazione della fiction e non esclude che questa possa servire a occupare piacevolmente il tempo libero, ma il suo sguardo è principalmente rivolto alla realtà, al cinema documentaristico. Ciò che a Matuszewski gli sembra più importante è che l’occhio degli operatori scruti con attenzione il mondo e che la loro macchina da presa gli permetta  di cogliere il vero e di trasformarlo in fonte della storia: “ovunque ci sarà un raggio di sole, il fotografo sarà lì”.

Matuszewski appare molto convinto delle sue idee tanto da scrivere senza alcuna esitazione che:

 ”Prima o poi, in qualche città d’Europa questo deposito di film nascerà”.

 

 Manuel

Cinema&Storia: Boleslaw Matuszewski (II parte)

category Cinema&Storia admin 9 Maggio 2008

Boleslaw Matuszewski, operatore di ripresa che lavorava per i Fratelli Lumière, si convinse (in seguito ad un fatto che lo vide involontario protagonista) che l’immagine cinematografica avrebbe potuto costituire un’importante testimonianza storica. 

Come scrive Giovanni Grazzini nel suo libro La memoria negli occhi Matuszewski “è stato il primo a indicare l’intenso uso che a fini di testimonianza e di studio poteva essere fatto di certe fotografie animate prese dal vero (cinema), e il primo a teorizzarne la tesaurizzazione sistematica, a vagheggiare l’istituzione di quelle che sarebbero divenute le cineteche, depositarie di un patrimonio da porre al servizio del pubblico: collezioniste, come qualcuno dirà, di sguardi perduti”.

Matuszewski manifesterà apertamente le sue idee nell’estate del 1898 attraverso la pubblicazione (a sue spese)  di due opuscoli che invierà poi a giornali ed accademie. La prossima settimana ci occuperemo del primo di questi due opuscoli: Une nouvelle Source de l’Histoire (Création d’un dépot de cinématographie historique).

 Manuel

Cinema&Storia: Boleslaw Matuszewski (I parte)

category Cinema&Storia admin 2 Maggio 2008

La rubrica Cinema&Storia, dopo essersi a lungo occupata della storia delle distruzioni, ha messo in evidenza l’importanza delle cineteche, ovvero dei luoghi di conservazione e di restauro delle pellicole cinematografiche. A questo proposito, citando il libro La memoria negli occhi di Giovanni Grazzini, parleremo di Boleslaw Matuszewski: un pioniere (poco conosciuto) della raccolta e dell’archiviazione delle immagini cinematografiche (Giovanni Grazzini, La memoria negli occhi, Carocci Editore, 1999)

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Siamo alla fine dell’800 e l’arte e la scienza sono in grande fermento. La letteratura ci offre i capolavori di grandi scrittori quali Cechov, Conrad, Ibsen, Tolstoj e Wilde. Il tedesco Rontgen scopre i raggi X e Marconi inventa il telegrafo senza fili. Negli stessi anni Freud comincia l’analisi del profondo, i Curie scoprono il radium e il polonio, Braun inventa il tubo catodico e i fratelli Lumière danno vita al cinematografo. Giovanni Grazzini mette in evidenza come il progresso avanzasse rapidamente ricordando che “nel 1894 un’automobile ha raggiunto sulla Parigi-Rouen l’impressionante velocità di 21 chilometri all’ora, nel 1897 la Francia ha ben 44.000 abbonati al telefono e 409.000 biciclette, le autovetture sono già 1.200″.

La Germania, temendo una possibile alleanza tra Francia e Russia, cercò di seminare zizzania tra le due grandi potenze ricorrendo, senza esitare, alla calunia. Siamo nel settembre del 1897 e  alcuni giornali tedeschi scrivono che il Presidente della Repubblica francese Felix Faure, in visita nella residenza estiva degli Zar a San Pietroburgo, si sarebbe dimostrato così ignorante dell’etichetta da salutare con la mano la bandiera della compagnia dei cosacchi (che costituiva la sua guardia d’onore) anziché togliendosi il cappello.

Quando i giornali tedeschi scrissero questa menzogna non potevano sapere che “qualcuno li avrebbe smascherati davanti all’opinione pubblica, grazie all’invenzione portata in Russia dagli operatori dei Fratelli Lumière”. Per amore dei dettagli bisogna aggiungere che toccò ad un operatore polacco far parte dell’équipe cinematografica che riprese “la scena di Faure col cilindro in mano nel momento prescritto dal cerimoniale…”

Grazie a questo episodio l’operatore di ripresa polacco si convinse dell’utilità di “ricorrere all’occhio del cinema come ad una fonte della storia” e della necessità di “raccogliere e custodire i film che, molto meglio della fotografia, potevano consegnare ai posteri un’inoppugnabile testimonianza visiva del vero“.

Quell’operatore di ripresa polacco era  Boleslaw Matuszewski. 

 

Manuel