Libri: Quando alla poesia si arriva per mestiere…
Platone, nello Ione, scrisse che l’attività del poeta non è un’arte (dove per ‘arte’ si deve intendere ‘mestiere’) ma una forma di divina ispirazione, estasi, invasamento. I poeti epici, ad esempio, avevano composto i loro bei poemi perché preda di una divina mania, senza la quale il poeta sarebbe rimasto incompleto, carente e inautentico.
Recentemente, due libri mi hanno comunicato esattamente questa impressione di essere stati scritti ‘per arte’, e non per ispirazione. Cosa tanto più grave in quanto si tratta di due grandi narratori contemporanei. Parlo di Doris Lessing e Mario Vargas Llosa.
Dopo la vittoria del Premio Nobel da parte della Lessing - apprezzabile narratrice dal tratto fluido e di ampio respiro - ho letto una delle sue ultime creazioni: Il sogno più dolce [2001], complessa saga di una famiglia londinese che attraversa la Storia, dagli anni Sessanta agli Ottanta. Il romanzo - che ha la qualità di essere accattivante nei temi e dal tratto scorrevole - non ingrana, non coinvolge. Ha una certa frettolosità di scrittura, non è organico e, soprattutto, non emoziona. Al contrario, man mano che procede si spegne, esangue, sommerso dall’infinità di temi trattati (storici, sociali, familiari, politici…) e nessuno approfondito, e da una narrazione che manca di coinvolgimento e di pathos.
Riflessioni analoghe ho fatto leggendo Avventure della ragazza cattiva [2006], di Vargas Llosa. Dopo aver letto lo straordinario La città e i cani [1962], romanzo dalla trama e dallo stile oscuro, opprimente, torbido e violento, le Avventure della niña mala, pur nella loro innegabile piacevolezza di lettura, scorrono via senza sorpresa, senza spessore, senza magia. E’ una storia d’amore che si dipana nell’arco di trent’anni, ma in tutto questo tempo, il protagonista rimane un’entità incolore e piatta, che non suscita empatia alcuna: il suo folle amore per la niña mala non coinvolge e, benché parli molto di sesso, non è erotico né pulsante.
Due libri che, in fin dei conti, rivelano la consumata arte di scrivere dei loro creatori, ma che purtroppo non sono attraversati dal sacro fuoco dell’ispirazione.
(La rubrica Libri tornerà mercoledì 19 marzo)

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