Libri: I trentenni (parte II)

category Libri Valentina 26 Marzo 2008

La settimana scorsa abbiamo visto in che modo la psicoteraputa Françoise Sand definisce la generazione dei trentenni oggi: giovani che rimandano il più possibile l’ingresso nella realtà vivendo una post-adolescenza prolungata, caratterizzata sicuramente da tormentosi interrogativi ed insicurezze, ma anche da una vivacità ed una piacevolezza notevoli.

In questo post vedremo quale rapporto lega questi trentenni alle loro famiglie d’origine.

II. Eredi della generazione del ‘68.

I trentenni di oggi sono ancora molto vicini ai loro genitori. Spesso vivono sotto lo stesso tetto, hanno attività in comune e mantengono rapporti economici. Tale prossimità deriva dalla loro educazione.

La Sand sottolinea con una certa forza il fatto che i genitori - nonostante le lamentele che spesso rivolgono alla tardiva permanenza dei figli in casa - sono in realtà felici di continuare ad accoglierli, spesso fino ai 35/40 anni. Si tratta, ci spiega, di una amore interessato, se non addirittura egocentrico: i figli, infatti, conferiscono un’atmosfera allegra alla casa, e impediscono ai genitori di confrontarsi con l’aridità di una coppia invecchiata che, talvolta, non ha interessi comuni al di là dei figli stessi.

Un elemento che caratterizza la relazione tra genitori e figli, oggi, è la negazione della distanza generazionale: la vitalità di genitori e nonni ci spinge a coltivare l’insidiosa convinzione di essere sempre all’inizio della vita. Ma non solo. Questa vicinanza tra generazioni si trasforma in una sorta di ‘porosità’ tra genitori e figli, se non addirittura di ‘trasperenza’, in cui può capitare non ci sia spazio (da entrambe le parti) per i segreti, l’autonomia decisionale o per la propria intimità sessuale.

Inoltre, il fatto che i giovani spesso e volentieri indugino nell’accusa “è colpa di mia madre, è colpa di mio padre”, è indicativa di una dipendenza infantile e, al tempo stesso, di una impotenza che spinge ancor di più i trentenni a impantanarsi nell’immobilismo, e i genitori a non esercitare quella fermezza e quell’autorità che - a costo di scontri - permetterebbe ai figli di costituirsi un’identità più forte e definita.

Ora, la generazione nata tra i ‘68 ed il ‘78 è pienamente figlia di un’epoca che ha rivoluzionato le regole sociali e la condotta individuale. Cerchiamo di elencare quali importanti cambiamenti in ambito famigliare e relazionale si sono attuati con il ‘68.

  • E’ venuta meno la famiglia ‘tradizionale’, caratterizzata da una struttura ben definita in cui ogni generazione aveva il proprio posto.
  • Il nuovo ruolo paritario preteso dalle donne, e le conseguenti rivendicazioni femministe, sono sicuramente da vedersi come una conquista. Nondimeno il rovescio della medaglia c’è, e si individua nella nuova competitività che vede opporsi uomo e donna.
  • Siamo i figli del ‘controllo delle nascite‘: essere stati ‘programmati’ e cresciuti in famiglie meno numerose di un tempo, ha significato essere messi al centro del nucleo famigliare, occupandone egocentricamente tutto lo spazio.
  • Siamo anche i primi figli del divorzio. Questo, spiega la Sand, ci rende particolarmente vulnerabili e, quando la famiglia si divide, ci pone ancor più in una posizione centrale all’interno del nucleo famigliare. Anche quando il divorzio è la scelta preferibile, il figlio non può che trovarsi in una situazione di conflitto e paura che, inevitabilmente, influenzerà la vita futura, spesso portandolo a dubitare della possibilità di creare a sua volta legami stabili e duraturi.
  • Infine, l’enorme libertà, che ha invaso la società e i giovani, ha spazzato via i tradizionali punti dei riferimento: la vita, oggi, deve essere inventata e, se è vero che le possibilità sono pressoché illimitate, è vero anche che è più difficile trovare la propria strada e realizzarsi in questo sconfinato mare di potenzialità.

Tuttavia la Sand conclude con una nota positiva: il venir meno dei modelli che hanno dominato le generazioni ‘ingessate’ di un tempo, ci ha permesso di sviluppare qualità quali la fantasia, l’intraprendenza e la creatività. E la società in cui viviamo, così ricca di stimoli e possibilità, ci consente di mettere alla prova le nostre potenzialità e le nostre intuizioni, sviluppandole appieno.

 

 

La settimana prossima affronteremo un aspetto particolarmente delicato dei trentenni: la loro sfera sentimentale e sessuale.

Valentina

(La rubrica Libri tornerà mercoledì 2 aprile)

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