Libri: I trentenni (parte III)

category Libri Valentina 2 Aprile 2008

La settimana scorsa abbiamo visto in che modo la psicoterapeuta francese Françoise Sand mette in relazione i trentenni di oggi con la generazione dei loro genitori, cresciuta sull’onda del ‘68. Oggi, invece, vedremo come i trentenni vivono la sfera dell’affettività.

III. Il turnover affettivo e sessuale.

La sessualità, negli ultimi decenni, ha subìto due cambiamenti: il primo sta nella dissociazione tra la dimensione pulsionale (ovvero, avere tutto subito e senza impedimenti) e la dimensione relazionale e procreativa. Il secondo riguarda l’evoluzione dell’ambiente e della società, che conferisce sempre maggiore preminenza all’atto sessuale.

Innanzi tutto, la dimensione pulsionale. Chiaramente la sessualità è un impulso, una pulsione; la sessualità come impulso è primitiva, infantile, egocentrica e aggressiva. Soddisfare un impulso è gratificante, e tuttavia pone l’accento sull’io e mai sull’altro, il quale viene visto in funzione dei propri desideri e ‘cosificato’, reso appunto ‘oggetto sessuale’.

Crescere significa - tra le altre cose - portare la pulsione da questo ’stato bruto’ ad uno stato di umanità e relazione in cui la tenerezza e il rispetto hanno la preminenza. Oggi si ha difficoltà a passare da una dimensione pulsionale ad una sessualità relazionale, in cui l’altro - lungi dall’essere mero oggetto sessuale - diventi individuo e persona da incontrare. Da questa difficoltà derivano delusioni e ferite che rendono i trentenni confusi e disillusi.

Sintetizzando, possiamo dire che ragioni per cui la sessualità, oggi, è diventata tanto centrale nella nostra società, sono due:

  1. Negli anni Settanta, l’introduzione e la diffusione della pillola anticoncezionale ha fatto sì che l’atto sessuale fosse finalmente dissociato dalla procreazione. In questo modo, il piacere ha iniziato ad essere valutato e ricercato per se stesso.
  2. Il sesso è un ottimo strumento di regressione per ovviare le angosce. E la nostra società è diventata molto angosciante: nuove malattie, violenza dilagante, terrorismo, rapporti sociali ansiogeni… Di fronte ad uno scenario tanto inquietante, il sesso è una delle poche vie che conosciamo per tenere a bada l’ansia e scaricare le tensioni.

Non si deve, però, dimenticare che, se da un lato è vero che la passione è totalizzante e travolge tutto l’essere, dall’altro è vero anche che brucia e si consuma piuttosto rapidamente. L’amore passionale, da solo, non può creare una relazione, anche se sicuramente può arricchirla.

In conclusione, spiega la psicoterapeuta, la nostra è una società essenzialmente esibizionista (la Sand si spinge addirittura a definirla pornografica): essa, infatti, conduce i giovani verso la soddisfazione istintiva e immediata. Oggi viene meno quella ‘sessualità infantile‘ che si nutre di fantasie, romanticismo, seduzione e mistero, e che prepara il bambino ad una vita relazionale completa. La sessualità dei trentenni si è formata sull’immagine, sull’esibizione di corpi nudi giovani e perfetti, sulle scene di sesso esibite nei film. Tutto questo ha annientato quel sostrato di fantasie e sogni che avrebbe portato l’adulto a vivere l’atto sessuale non come edonismo e dominazione, ma piuttosto come reale arricchimento e relazione con l’altro.

 

 

 

La settimana prossima tratteremo il tema della convivenza e della vita di coppia.

Valentina

(La rubrica Libri tornerà mercoledì 9 aprile)

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