Libri: I trentenni (parte IV)

category Libri Valentina 9 Aprile 2008

La settimana scorsa abbiamo visto in che modo la psicoterapeuta francese Françoise Sand caratterizza la sfera sentimentale e sessuale dei trentenni. Oggi parliamo, invece, di coppie e impegno.

IV. Coppie: dalla convivenza all’impegno.

La Sand spiega innanzi tutto come in passato il matrimonio si ponesse determinati obiettivi: procreazione, trasmissione di un patrimonio o di una professione, continuità di valori religiosi o il raggiungimento di uno status sociale. Oggi, invece, scopo della vita di coppia è, in primo luogo, la realizzazione della felicità individuale.La stessa convivenza viene percepita come il modo migliore per soddisfare subito, senza impegni vincolanti (quali un matrimonio rappresenta), il desiderio di condividere l’amore e la vita. Essa viene considerata come un “periodo di prova”, ma il fatto curioso è che le statistiche segnalano un maggior numero si divorzi in quelle coppie che, prima di sposarsi, hanno già convissuto. La convivenza, dunque, non mette al riparo dalle delusioni o dalle incomprensioni di coppia. Difficoltà di fronte a cui le giovani coppie reagiscono in diversi modi:

  1. Alcuni preferiscono ignorare le difficoltà, pensando e sperando che siano momentanee e si risolvano da sole.
  2. Altri decidono di continuare a vivere insieme, ma come single o ‘coppie aperte’ dotate di estrema libertà e autonomia. Chiaramente, coppie di questo tipo si rompono non appena all’orizzone appare un nuovo amore o una nuova, travolgente passione.
  3. Altri ancora, infine, ritengono che la nascita di un figlio possa aiutare a risolvere le tensioni interne alla coppia. Ma è un’illusione. Un figlio, infatti, muta notevolmente le dinamiche di coppia (la donna diventa madre, cosa che non sempre accade invece al suo compagno), ma è raro che riesca a riequilibrare una coppia ormai logora.

Ora, la maggior parte dei conviventi si sposa entro tre anni: questo significa che il matrimonio corrisponde sì ad una aspettativa ma, al tempo stesso, la sua durata non è più un elemento essenziale. Tuttavia non bisogna ignorare, né sottovalutare il fatto che l’ideale di molti trentenni è ancora quello di una vita a due duratura, “per sempre”.Quali sono, quindi, gli elementi che permettono il realizzarsi di una relazione matura, stabile e il più possibile duratura?

  • Innanzi tutto, per impegnarsi, occorre essere usciti dall’adolescenza. In altre parole: occorre uscire da quella fase in cui si è centrati unicamente su stessi, ed aprirsi all’altro - accettandolo e amandolo nei suoi lati luminosi ed anche nelle sue ombre.
  • Bisogna rendersi conto che la coppia è una “porta stretta”, una chiusura, e che oltrepassare quella porta significa attuare delle rinunce.
  • Superato il primo periodo di fusione, in cui ‘io’ e ‘tu’ sono la stessa persona, emergono le differenze individuali: si hanno così le prime crisi, i litigi. Che sono inevitabili, certo, ma anche superabili. Dalle crisi si esce con il dialogo, l’ascolto, l’umorismo. E per ascoltare l’altro, con amore e senza pregiudizi, è necessario avere una buona fiducia in se stessi, un equilibrio notevole, un ‘io’ strutturato che non si faccia scoraggiare o, peggio, devastare dall’altro.

La settimana prossima affronteremo l’ultima parte del saggio della Sand, relativa ai mutamenti che avvengono nell’individuo e nella coppia in seguito alla nascita di un figlio.

Valentina

(La rubrica Libri tornerà mercoledì 16 aprile)

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