Libri: Nell’anima dell’uomo (Golding e Yen Mah)
Il signore delle mosche è pervaso fin dal principio da un leggero ma pungente sentore di pericolo. In un contesto che è paradisiaco sia per le bellezze naturali, sia per la libertà di cui si trovano padroni assoluti i protagonisti, si insinua immediatamente la percezione di un sottobosco di emozioni potenti e paurose, la sensazione di un “Male” (quasi un’entità a sé, che spia e guida e confonde il gruppo - spaventandolo sempre più, in maniera infine parossistica) che è sempre sul punto di dilagare sull’isola e nelle pagine del libro, afferrando alla gola il lettore.
Il pericolo non proviene dalla natura selvaggia che cinconda (e inizialmente ammalia) i bambini-naufraghi, né dalla solitudine del gruppo o dal bisogno di procacciarsi cibo e sopravvivere. La sopravvivenza fisica - che è il fine immediato al quale devono tendere i protagonisti, nella speranzosa attesa che qualcuno prima o poi li salvi riportandoli nel mondo civile - è anche la più semplice da realizzare. In fondo, costruire capanne per ripararsi, cacciare o fare il fuoco, sono abilità che i giovani apprendono quasi subito e con facilità.
Il pericolo si annida altrove. Il pericolo non è là fuori, non è nell’attesa logorante di un qualcosa di incerto. Non è nella paura del buio o del sangue di un maiale che è appena stato ucciso. Il pericolo è nella mano di chi uccide quel maiale, negli occhi di chi scruta il buio della notte. Nell’anima dell’uomo che aspetta e che, aspettando, si costruisce un inferno per poi costringersi ad abitarlo. Il pericolo è qua dentro - dentro ognuno di noi.
Non a caso William Golding ritiene che l’uomo produca il male come le api il miele, e Il signore delle mosche non fa che dare ragione di questa amara sentenza, costruendo una vicenda che inesorabilmente dimostra quanto buio, quante spaventose meschinità e brutture e irrazionali fantasmi si agitino nel cuore di ogni uomo.
Concetto che, con parole diverse, viene espresso nel bel libro di Adeline Yen Mah, Foglie cadute, dove l’autrice, sondando gli abissi di crudeltà ed egoismo di cui sono capaci gli individui, sente pronunciare questo monito:
L’uomo porterà nel cuore il conflitto, l’invidia e la cattiveria sotto qualsiasi governo. E’ logico. Non lasciarti allettare ad abbracciare una religione solo perché ti piace il sacerdote.
(La rubrica Libri tornerà mercoledì 7 maggio)

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