Libri: I libri nei cinque sensi (Hrabal)

category Libri Valentina 5 Marzo 2008

Chi ama i libri, solitamente, non ama solo e semplicemente leggere. Ama proprio l’oggetto in sé, il suo odore, la sua consistenza, la porosità della sua carta e i caratteri di stampa. Ama toccarlo, guardarlo, annusarlo, gustarlo e sentirlo. Perché leggere è un regalo ben impacchettato - e il piacere misterioso e trepidante di spogliarlo dura per tutte le sue pagine.

Questa rubrica dedicata ai libri inizia con una citazione tratta da quelle che, nel 2002, sottolineai e commentai così: “Le 7 pagine più belle della mia vita”. Si tratta di Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa, la storia di un uomo che ha trascorso la sua vita a una pressa meccanica trasformando in cubi compatti e ordinati i libri destinati al macero.

Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle quali in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali, sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti, e così in questi trentacinque anni mi sono connesso con me stesso e col mondo intorno a me, perché io quando leggo in realtà non leggo, io infilo una bella frase nel beccuccio e la succhio come una caramella, come se sorseggiassi a lungo un bicchierino di liquore, finché quel pensiero in me si scioglie come alcool, si infiltra dentro di me così a lungo che mi sta non soltanto nel cuore e nel cervello, ma mi cola per le vene fino alle radicine dei capillari.

 

Valentina

(La rubrica Libri tornerà mercoledì 12 marzo)

1 Commento a “Libri: I libri nei cinque sensi (Hrabal)”

  1. Leena65

    Sounds attractive. I’m totally agree with you.

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